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Il tempo delle donne è adesso

Sono passati 10 giorni, ma queste parole continuano a risuonare nella mia testa:

Noi donne abbiamo fatto la nostra parte, le istituzioni no! Rispetto, dignità, lavoro, libertà ci sono dovute, ADESSO!

Con queste parole Cristina Comencini ha concluso il suo intervento alla mobilitazione di massa Se non ora quando del 13 febbraio a piazza del Popolo.
Un discorso sincero, privo di retorica, arrabbiato ma sapientemente misurato, che, superando le lotte di partito, punta l’attenzione su un problema reale e obiettivo: la percezione della donna nella cultura italiana e le sue conseguenze a livello sociale, politico ed economico che minano il processo di innovazione nel quale il nostro Paese non riesce ancora ad avere un ruolo predominante.

Un esempio perfettamente calzante, citato dalla stessa Comencini, è l’operato di Angela Merkel, la quale, all’inizio del suo mandato, ha triplicato, con non poche difficoltà, i posti negli asili nido. Oggi la Germania vanta una crescita produttiva tre volte superiore alla nostra. Questa è la dimostrazione che un’azione politica efficiente e innovativa nasce da una valutazione attenta delle condizioni sociali e culturali di un paese.

Le ultime vicende politiche italiane non hanno fatto che rendere esplicito un modello culturale perfettamente radicato nella nostra società e che da troppi anni condiziona le scelte quotidiane di ciascuna di noi. Continua a leggere

Liberiamo i contenuti e le relazioni dalla fuffa

L’altro giorno ho ricevuto una mail in cui mi si chiedeva cosa intendessi per Networking.

La domanda è nata dal forte interesse che sta generando l’Happy Networking Hour, l’evento che noi GGD Roma stiamo organizzando insieme a Indigeni Digitali per la Social Media Week.

La questione mi ha lasciato riflettere sul fatto che spesso si danno per scontato termini dell’uso quotidiano che a volte si confondono nel nebuloso universo della fuffa 2.0.
Attenzione, la fuffa si insinua in tanti contesti professionali, ma se si parla di new media, il saper distinguere ciò che è realmente innovativo da ciò che appare semplicemente cool permette una reale partecipazione al cambiamento e, liberarsi dall’atteggiamento altezzoso del ridurre ogni cosa a fuffa 2.0, è un passo importante verso un ascolto consapevole.

Fuffa è ripresentare in “veste digitale” vecchi modelli culturali, sociali e imprenditoriali, mentre l’innovazione riguarda la qualità dei contenuti, delle relazioni sociali e delle azioni conseguentemente intraprese.

In merito a ciò, da quando ho l’onore di essere entrata nel team delle Girl Geek Dinners Roma, il mio approccio al web è più strutturato e critico e tento di mettere i contenuti a servizio della mia personalità per trovare un’identità professionale e umana coerente, fatta di obiettivi flessibili, ma precisi e liberi da convenzioni.
Il lavoro sulla mia credibilità, per distinguermi e creare valore, è duro e faticoso, ma, tutto sommato, divertente. E tutto questo grazie anche al supporto delle GGD Roma.

Questo è il punto di partenza che spinge me e anche le ragazze della GGD Roma a fare networking, a fare rete, a mettere in contatto le persone che hanno interessi affini o progetti da condividere.
E anche se costruiamo gli eventi prevalentemente in rete attraverso l’attività costante su social network, forum, wiki e piattaforme collaborative, ciò che restituisce soddisfazione al nostro impegno è la concretizzazione nella real life delle nostre azioni di networking

Vi aspettiamo numerosi giovedì 10 febbraio dalle 18.30 presso il Caffè Emporio in piazze dell’Emporio 2 a Roma per parlare di networking insieme, per scoprire le tante realtà che operano sul territorio romano e per trovare insieme una strada a collaborazioni che possano partecipare attivamente e con onestà intellettuale al cambiamento.

Ongo, l’informazione differente

Mettete pure il cervello a riposo!

Contro il logorio del moderno e frenetico clic alla ricerca di informazioni “certificate”,  arriva Ongo, l’aggregatore di news di qualità dei tre colossi dell’informazione USA: Washington PostNew York Times e Gannet, (quelli di USA Today).

Con una semplice iscrizione di 6,99 dollari al mese you can get the news you need and the information you want from sources you trust! Ongo ti mette a disposizione semplici tools per selezionare e condividere le informazioni in base alle tue preferenze, avvalendosi solo di fonti di fiducia.
In altre parole alla qualità delle informazioni ci pensano loro, perché loro conoscono le informazioni di cui abbiamo bisogno. Al servizio puoi accedere da PC, smartphone e tablet. Quindi quando vuoi, come vuoi, con chi vuoi.

Finalmente possiamo sentirci lettori privilegiati perché gli esperti del settore si prenderanno cura di noi selezionando gli articoli che proprio non possiamo perdere!

Perchè sprecare tempo preziosissimo e affaticare il nostro pensiero critico selezionando noi stessi le fonti per organizzare le informazioni con semplici e gratuiti aggregatori di newsfeed, quando, per pochi dollari al mese, possiamo affidarci a un team di esperti?

Al diritto all’informazione ci pensano loro!

In nome dell’ innovazione, portiamo in digitale vecchi modelli, per rendere la nostra news experience efficient powerful personal… and controlled!

Donna Impresa

Da qualche giorno è cominciata la mia collaborazione al blog Donna Impresa promosso da Impresa Semplice di Telecom Italia.

Uno spazio in cui raccontare storie di donne, lavoro e tecnologia e scoprire i nuovi trend del mondo professionale femminile nel suo rapporto con il web.


Racconteremo, tra le altre cose, come come cambiano i servizi e le tecnologie che le donne usano in rapporto alla professione e le specifiche femminili nel confrontarsi con le nuove tecnologie e i social media.

Nel mio primo post, partendo dal Rapporto 2010 del COTEC sulla cultura dell’innovazione in Italia, scrivo di come l’evoluzione tecnologica abbia migliorato la vita delle donne, delle applicazioni usate in base alle fasce d’ età e di come la rete venga finalmente percepita come uno strumento di crescita personale e professionale.

Sono molto felice di dare il mio contributo a questo progetto che si propone di  promuovere e divulgare il valore femminile nei contesti professionali e sociali e dare rilievo all’impegno culturale e imprenditoriale delle donne per l’innovazione.

25 novembre: Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne

Oggi 25 novembre è la Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne e oggi ho voglia di far sentire la mia voce.
La violenza si nasconde spesso dietro storie di ordinaria follia familiare e il suo urlo è schiacciato dalla paura, dalla solitudine e dall’indifferenza.
La stessa indifferenza nemica di un’altra violenza, quella subita da tutte le donne che lottano ogni giono contro le continue discriminazioni, spesso alimentate da altre donne che cercano identità e riconoscibilità attraverso la svendita di se stesse.
Violenza è negare il naturale diritto di integrazione delle donne nel tessuto sociale e professionale.
Violenta è una legislazione incancrenita che imbavaglia la naturale evoluzione della collettività.
Violenta è una comunicazione che parla per stereotipi.
Violenta è la politica che non riconosce alle donne le loro capacità di leadership.
Violenti sono i valori imposti da un’educazione retrograda e ottusa di fronte alla potenza creativa e rivoluzionaria delle innovazioni economiche sociali e tecnologiche.
Violenta è la mentalità che non vede nella maternità un valore aggiunto che per di più consente di delineare strategie di efficienza e concretezza anche in ambito lavorativo.
Violente sono le politiche del lavoro che costringono le donne a delle scelte obbligate che moritificano le carriere.
Per tali ragioni vorrei segnalare alcune realtà di donne che si sono messe insieme e, attraverso la rete, propongono nuovi modelli culturali mai così vicini alla naturalità della vita.

DonnePensanti

Senza donne

Mamme acrobate

Diario di una femminista

Popolo Rosa

Mestiere di mamma

Mamme nella rete

Girl Geek Life

la mailing list di donne@softwarelibero.com

Il corpo delle donne

E in una giornata come questa può avere un significato in più rivedere le immagini del documentario di Lorella Zanardo Il corpo delle donne.

P.S. Sul web è pieno di altre realtà, se le conoscete vi pregherei di segnalarle.

ItaliaCamp: la tua idea per il Paese

Hai un’idea per il tuo paese?” Raccontala durante ItaliaCamp!
Il Progetto ItaliaCamp, che vedrà la sua prima edizione sabato 16 ottobre a Roma, si propone di raccogliere, far ascoltare e realizzare le idee più innovative nate dal basso, coinvolgendo istituzioni e giovani laureati, ricercatori, liberi professionisti e chiunque abbia voglia di presentare le proprie idee in questi ambiti di interesse:

1) Ricerca, Scienza e Tecnologia
2) Lavoro e Impresa
3) Energie, Infrastrutture e Ambiente
4) Cultura e Società
5) Economia, Finanza e Mercati
6) Politica, Istituzioni e Pubblica Amministrazione

Sabato si terrà il primo dei 4 barcamp che percorreranno la nostra penisola per dare avvio ad un processo di coinvolgimento e partecipazione a largo raggio.

Il progetto è promosso dall’Associazione ItaliaCamp, fondata da un gruppo di giovani all’interno dei diversi contesti universitari,  e rappresenta la volontà di costituire una piattaforma permanente di persone e attività attraverso cui mettere in contatto le istituzioni (tra cui anche la Presidenza del Consiglio dei Ministri che supporta formalmente il progetto) al fine di strutturare una prospettiva condivisa sulle priorità d’azione del nostro Paese.

Le idee vincitrici, che saranno presentate in un BarCamp conclusivo presso Palazzo Chigi,  saranno affidate ad appositi gruppi di progetto composti dai soggetti ritenuti più idonei a facilitarne la realizzazione.

E dopo la tappa romana, Italia Camp vi aspetta a:

Lecce 20 Novembre
Bruxelles Gennaio 2011
Milano Marzo 2011

E a Palazzo Chigi nel Maggio 2011.

Qui il programma del Barcamp di Roma che si svolgerà presso la LUISS.

La seconda giornata all’ #eBookCamp @Beach

Dopo una notte buia e tempestosa, il sole ha deciso di riappropriarsi del suo posto nel cielo a rischiarare, seppur timidamente, l’atmosfera ormai confidenziale della seconda giornata di lavori dell’eBookCamp @Beach.

A prendere la parola per primo ci ha pensato Stefano Tombolini che ha presentato uno sguardo sulla storia del diritto d’autore a partire dal documento The Economic Aspects of Copyright in Books di Sir Arnold Plant, pubblicato dalla rivista Economica nel 1934.

Francesco Rigoli ha, invece, puntato i riflettori sull’editoria di varia e le sue specifiche nicchie di riferimento che possono contare su peculiari canali di vendita e distribuzione, delineando, così, ipotesi di sviluppo di mercato, dei device di lettura e del lavoro redazionale, in vista di un incremento dei servizi editoriali.
Come ad esempio, sottolinea Mattia Quilici, l’investimento sulle piattaforme di distribuzione e la risoluzione della complessa problematica dei DRM.

Tra i tanti aspetti di riprogettazione delle dinamiche di sviluppo del prodotto c’è quello della conversione dei libri cartacei che può avvenire appoggiandosi a servizi esterni o investendo nel personale interno, come ha fatto Edizioni e/o Europa Editions di cui Gabriele Alese è digital editor.
Ciascun metodo ha i suoi pro e i suoi contro sapientemente descritti in queste slide.

La tangibilità dell’esperienza di lettura non viene annientata dalla digitalizzazione dei libri, afferma Mauro Sandrini, sociologo e ingegnere esperto di e-learning e innovazione.
Le librerie  e i luoghi di aggregazione che riusciranno a sopravvivere saranno quelli in grado di vendere servizi one shot legati al mondo fisico recuperando l’aspetto sociale della condivisione dell’esperienza di lettura.

E ciò vale maggiormente in ambienti di apprendimento e costruzione di saperi come la scuola, in cui il risvolto pedagogico della trasformazione culturale necessita di strumenti che il nostro Stato ha il dovere di fornire, previa adeguata formazione del personale.
Nel blog di Sandrini ho trovato questo pensiero che condivido in toto:

Forse il regalo più grande in arrivo dalle tecnologie degli e-book è un campo deserto. Che bisognerà arare, innaffiare e seminare. Non solo con i titoli dei libri da commerciare ma anche recuperando la capacità, e il piacere, della conversazione […] Che siano libri di carta o e-book poco importa.”

L’industria editoriale, nel raccogliere la sfida digitale, ormai non può più esimersi dalla rivalutazione del proprio ruolo di produttrice di beni culturali.
Spesso, l’abbarbicarsi a logiche di mercato obsolete induce a una deviazione dalle strategie di lavoro, per cui gli eBook non riescono a essere interpretati come un’opportunità di ridefinizione degli equilibri del mercato stesso.
In questo gioco d’equilibrio, un ruolo primario lo ricoprono le piattaforme di autopubblicazione come quella presentata da Antonio Tombolini, dall’icastico titolo Narcissus.
Narcissus fornirà tutti i tool necessari per realizzare e diffondere la propria opera in formato digitale, con in più la certificazione e la distribuzione su piattaforma Stealth e il riconoscimento di uno standard ePub validato.

Prendere sul serio la sfida del self publishing vuol dire quindi ripensare la politica dei DRM all’interno di una rielaborazione generale del modello di business che comprenda tutte le opportunità (culturali, sociali, economiche, democratiche…) di cui gli eBook si fanno portatori.

La responsabilità intellettuale degli autori e dell’industria editoriale nel loro tempo digitale è pensare digitale!

E pensare digitale  non dovrà più essere solo prerogativa di una minoranza!

P.S. Grazie agli amici di Agrycult, farmers community, che ci hanno offerto i suoi prodotti di qualità e ci hanno fatto conoscere la community supported agriculture.

P.S. Enrico Corinti mi ha segnalato due importante eventi:

Qui, invece, tutte le foto dell’ eBookcamp.



La prima giornata all’#eBookCamp @Beach

Il 18 e 19 settembre, presso lo stabilimento balneare Carlo&Domenico di Porto Recanati (MC), si è svolta la prima edizione dell’eBookCamp @Beach, nata da un’idea di Michele Marcucci, web wizard della Simplicissimus Book Farm che ha organizzato l’evento.

Tra cultori dell’innovazione, professionisti e lettori appassionati, gli speech (spesso pensati e rivisitati in seguito al continuo work in progress delle conversazioni) si sono susseguiti in un’atmosfera dinamica, poliedrica e collaborativa.

Ad aprire le danze l’intervento artistico del fotografo (e non solo!) Pippo Onorati che ha proposto un’interessante esperienza collettiva:
raccontare l’eBookCamp attraverso le immagini ritratte da noi partecipanti, armati di macchine fotografiche e smartphone.
Il cibo delizioso, i volti incuriositi, il contatto coi nuovi device, la quotidianità della tecnologia… Sono solo alcuni degli aspetti immortalati che andranno a completare un progetto fotografico collaborativo.

Ma i protagonisti assoluti dell’evento sono state le idee, le novità, le anteprime e le continue riflessioni sul futuro dell’editoria e dell’impatto sociale dei nuovi approcci alla lettura.

A tal proposito Omar Cafini (sviluppatore per iPad e iPhone) ha raccontato di iniziative editoriali lungimiranti che intendono ripensare i contenuti, in termini di elementi interattivi.
Inkling, ad esempio, è una app per libri di testo multimediali, che consente un’interazione coi contenuti su più livelli di fruizione e costituisce solo una delle tante esperienze interattive possibili.
Migliorare l’efficienza e l’usabilità dei contenuti diventa quindi condizione indispensabile, come ha spiegato Matteo Balocco, per una lettura confortevole e ottimizzata dei nostri eBook.
La tipografia, infatti, va oltre il puro aspetto formale, e rientra appieno nell’organizzazione e composizione di contenuti e linguaggi.
Una tipografia che conosce a fondo il contenuto, può collaborare attivamente anche all’attribuzione di qualità al formato digitale ePub per la sua leggibilità nei differenti device.

Ma come si pongono i lettori e gli autori nei confronti degli eBook?

A dare una risposta ci ha provato lo scrittore Luca Lorenzetti (autore di Scrivere 2.0), il quale, ha ideato un semplice questionario con l’obiettivo di comprendere le reali opportunità che gli eBook portano a chi legge e a chi scrive.
La percezione che si ha dalla lettura di un libro elettronico cambia in base al contenuto.
Se esso è portatore di emozioni (come nel caso di romanzi) necessita di una fisicità cartacea che possa appagare la richiesta di un’ esperienza sensoriale da parte del lettore.
La “freddezza” del device, invece, si addice di più a contenuti tecnici e specialistici.

Se invece si considera il punto di vista degli autori, più che su quelle di lettura, esso si focalizza sulle opportunità di visibilità che la pubblicazione in formato digitale offre.
Le conclusioni che deduce Lorenzetti dal suo personale studio, confermano quanto sia ancora necessario fare una giusta informazione sugli eBook e sulle potenzialità sociali e culturali che la fruizione di un testo digitale comporta.

Una delle prossime occasioni di confronto, ricorda Marco Barulli, potrà certamente essere E-book lab Italia, “una mostra convegno per tutti i professionisti dell’editoria digitale sul mercato italiano”, che si terrà a Rimini tra il 3 e il 5 marzo 2011.

L’ innovazione di cui si fanno portatori di eBook è un processo che sta declinandosi su diversi settori, dalle logiche di business, ai riflessi sull’essenza della scrittura, fino alla creazione di nuovi modelli culturali.

E forse, per alcuni aspetti, è proprio un certo sentimentalismo stantio a sottovalutare la portata di tale realtà.

Come saggiamente afferma Paolo Marasca, a fine lavori della prima giornata, chi ama leggere, legge lo stesso!
Non è il tatto o il fantomatico odore della carta a fare la differenza, ma è solo una semplice questione di abitudine!

To be continued



Ferruccio Spinetti e Petra Magoni

Quando arriva l’estate, seppur calda e opprimente, il mio Amore per Roma si rinnova e si compiace degli spazi aperti che ospitano concerti e manifestazioni refrigeranti che ti riappacificano con le giornate spesso umoralmente condizionate dall’afa.

Ieri sera attorno al laghetto di Villa Ada centinaia e centinaia di persone si sono riunite per ascoltare la Musica Nuda di Petra Magoni e Ferruccio Spinetti.

Una schizofrenia melodica che danza su un’armonia a tratti incalzante a tratti mansueta e che spoglia la musica, tirandone fuori l’essenzialità delle sonorità per poi rivestirle coi virtuosismi vocali di Petra Magoni.

E il testo si riappropria di vigore e del suo significato intrinseco e accattivante e rivive nel contrasto tra la voce morbida e acuta e il suono grave e deciso del contrabbasso.

Ferruccio Spinetti detta le pause, circoscrive gli spazi in cui volteggia libera Petra Magoni, per poi riacchiapparla quando la voce tenta la fuga. E la riporta nei confini di un quadro armonico e sublime. C’è una speciale intesa tra i due che restituisce un ascolto garbato e avvolgente.

Petra Magoni ci ha fatto conoscere anche un’artista inglese che vive a Roma e si chiama Sylvie Lewis che ha scritto alcune canzoni che saranno inserite nel loro prossimi album. Secondo me, merita di essere ascoltata.

I vincitori del Premio Solinas – SACT: PILOTI PER SERIE TV

Durante il Roma Fiction Fest sono stati annunciati i vincitori del primo concorso Premio Solinas – SACT: PILOTI PER SERIE TV.

Diverse polemiche si sono avvicendate attorno all’organizzazione di questa prima edizione.

Il primo Premio di 12.000 euro per la migliore sceneggiatura è andato ex-aequo a:


  • SECOLO di Nicholas Valerio (Salinoch);
    Sinossi
    Nell’Italia del Sud, piena di sole, sangue e nazisti, muore la vecchia Saturnina, un po’ matta, un po’ strega, madre di Gaspare, un figlio grosso quanto tardo, e matrigna di Melania, una giovane e scafata ragazzina della strada. E sulla strada si ritrovano entrambi, in fuga da cose più nere e temibili delle SS. Di sole ce n’è meno a Verquieres, paesello della Francia collaborazionista: il vecchio Morel, ambiguo e losco pretaccio, va a caccia di Dio e del demonio assieme a Laurent, giovane parroco dal cuore fiero.
  • MILANO DA BERE di Filippo Bologna, Tommaso Capolicchio, Andrea Garello e Marcello Olivieri.
    Sinossi
    Milano, dicembre 1984. Un anziano, potente pubblicitario, una cinica fotografa di moda, un giovane faccendiere politico e un dj male in arnese. Nella lunga notte della Milano da bere le loro vite a una svolta. Poi, uno schianto all’alba. La morte del vecchio patriarca. La scoperta che i tre giovani sono i suoi figli. Quando già si profila una lotta per l’eredità, una nuova, inaspettata rivelazione cambia le regole del gioco. Milano da bere, un affresco spietato e iperrealista sul decennio che ha cambiato la storia del nostro paese.

Una menzione speciale di 3.000 euro è stata consegnata a

  • DOPO LA PIOGGIA di Nello Calabrò.
    Sinossi
    Una disastrosa alluvione ha colpito un piccolo paese; gli scampati sono costretti ad abbandonare le proprie abitazioni e a vivere in un grande albergo in attesa di un ritorno alla normalità che tarda ad arrivare. Seguiamo le loro vicissitudini attraverso lo sguardo stupito e incantato di una bambina e di un anziano che ha perso il figlio nella tragedia, ma non a causa dell’alluvione …

Le motivazioni della scelta le potete trovare qui.

Come già ho avuto modo di raccontare uno dei finalisti è figlio di una giurata che poi ha preferito dimettersi  per fare sì che il figlio venisse giudicato obiettivamente, superando così la violazione delle norme e del regolamento.

E tutti i finalisti sono sceneggiatori professionisti!

La competizione, a mio avviso, non è stata esattamente equilibrata!

E’ risaputo che per lavorare come sceneggiatore, almeno in Italia, oltre a talento, intraprendenza e caparbietà, sono necessari i giusti contatti.
C’è chi è riuscito a costruirne diversi perché si è saputo muovere nell’ambiente e c’è chi, invece, gli ha ereditati dalla famiglia. La possibilità di conoscenze dirette con produttori e broadcaster per tali fortunati è decisamente più agevole rispetto a chi invece deve faticare per avere semplicemente la possibilità di essere letto.

Per tale ragione ritengo che sia alquanto inopportuno che professionisti o figli di professionisti, partecipino a tali concorsi e lascino lo spazio a chi, invece, occasioni di contatto diretto ancora non ne ha avute.

Le motivazioni che hanno spinto la SACT a promuovere la scoperta e a sostenere nuove idee per una rivalutazione della produzione di fiction italiana, sono meritevoli e necessitano di sostegno e promozione. Ma le forme di tale inn0vazione non dovrebbero passare attraverso un concorso di sceneggiature per Piloti tv che, a mio avviso, dovrebbe essere invece uno spazio democratico per chi normalmente un accesso ai produttori non ce l’ha. Mi riferisco a tutti quegli sceneggiatori non professionisti i cui progetti, spesso e volentieri, se non opportunamente segnalati, vengono cestinati senza neanche essere letti.

E’ altresì necessario che la SACT e tutte le associazioni di autori incentivino la promozione di nuove idee e linguaggi televisivi anche per i professionisti la cui consapevolezza artistica viene spesso limitata dalle linee editoriali di reti televisive convenzionali e statiche.
Esistono forme di protesta unitaria (basti pensare allo sciopero degli sceneggiatori di Hollywood di qualche anno fa) o strategie propositive quali l’organizzazione di pitch stagionali o collaborazioni dalle diverse tipologie con i broadcaster, ad esempio brain storming strutturati o realizzazione di pitch visivi o piccoli promo low budget… affinché si possa dare finalmente una voce concreta alle ambizioni artistiche non solo di chi le idee è in grado di realizzarle, ma anche di una fascia molto ampia di pubblico che non ne può più di storie di papi, santi ed eroi soffocati dai buoni sentimenti!