Religiolus

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religulousUn documentario, un viaggio dissacrante attraverso i luoghi delle religioni mirato al dialogo e al confronto.
Bill Maher non si fa portatore di un ateismo dogmatico, ma è proprio contro il dogma e il fanatismo che si schiera, a favore dell’ umano e ragionevole dubbio. Partendo da un lecito agnosticismo, il comico/giornalista Maher ricerca il contraddittorio, senza per questo tralasciare battute e ironia sagace e raffinata, in fondo rimane sempre uno show man che ha costruito il proprio successo sul Politically Incorrect.
Assistiamo all’incontro con politici che celano dietro al vessillo della religione la giustificazione alle proprie strategie di potere e grazie all’abilità comica di Maher preferiamo riderci su, perchè basterebbe ripensare alle polmiche sulla Vita delle scorse settimane per cadere nello sconforto più nero.
Riesce a indurci una simpatica compassione persino per i personaggi bislacchi che si credono, o meglio, vogliono far credere di essere nuovi Messia e si fanno interpreti delle leggi di Dio ad personam.
Ma fatta la legge trovato l’inganno! E così abili ebrei ortodossi, con orgoglio, mostrano i ritrovati tecnologici più astrusi per raggirare i divieti che impone lo Shabbat.
Ma il trionfo della mistificazione del profondo senso della spiritualità è teatralmente ricostruito nella Holy Land Experience, una sorta di parco di divertimenti in cui viene ricostruita la Terra Santa, con tanto di passione, crocifissione e resurrezione di Cristo in musical!!! E folle di turisti, psicologicamente soggiogati dall’atmosfera ricreata da abili attori e ballerini, in una unione di comuni sensi, ridono, piangono e soffrono col Cristo Superstar!

Bill Maher non è mai aggresivo, nè oltraggioso, e lo si evince quando, dopo una conversazione con dei fedeli, li saluta dicendo grazie per essere stati simili a Cristo e non ai cristiani, rivelando una garbata consapevolezza della spiritualità.

Bisogna distinguere l’Uomo da Dio per accedere alla spiritualità pura, a quella congiunzione con la divinità che non nega nè la ragione nè il pensiero critico, ma che si oppone con ardore ad ogni forma di fanatismo e perversione religiosa.
Nella battaglia tra religione e spiritualità, scelgo quest’ultima, scelgo l’amore divino che mi svincola dai condizionamenti e mi apre il cammino verso la libertà.

Ostensione della perversione

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La polemica sta tutta nel titolo di questo post.

Fede è abbandono a Dio, senza riserve!

Nostalgia di Dio

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Attraverso i racconti di un un’età dell’oro che fu (am I in no time) in un Luogo immaginario (am I no space) i Radiodervish ci conducono nei tracciati del cuore, nel centro del mundo.
Un lungo peregrinare tra i simboli e i miti d’Oriente e Occidente oltre i confini linguistici, in una Babele di comprensione mistica e terrena.
Nel dipinto dell’umanità fatto di anime erranti ebbre d’amore, di madri dal volto di luna, di sufi anelanti all’Unità, sorridiamo alle burle di Nasruddin e in fondo al quadro scorgiamo l’Upupa che ci accompagnerà a passo di danza verso il regno del Re.
La dolcezza dell’ebbrezza d’amore, come “miele nel vino”, ci stordisce donandoci la forza del distacco nell’atavica nostalgia del Ricongiungimento.
Molte strade portano a Dio. I Radiodervish hanno scelto quella della musica perché non esiste Dio all’infuori di Dio, La ilaha ill’Allah.