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La Voce Verde delle Donne al Forum della Comunicazione

Ieri ho partecipato alla sezione di Ignite al Forum della Comunicazione e ho presentato La voce verde delle donne.
Ultimamente mi sto occupando di tematiche di genere legate al mondo del lavoro e tra una ricerca e l’altra mi sono persa spesse volte nella selva oscura degli stereotipi e, soprattutto, dei miti e delle leggende legati a presunte abilità dell’uno o dell’altro genere.
Nel tentativo di liberarmi di queste macchinose informazioni, mi sono sempre ritrovata al punto di partenza: gli uomini vengono da Marte e le donne da Venere.
E allora ho pensato: e se fosse proprio questo il valore aggiunto? Perchè è vero che gli uomini e le donne pensano diversamente e si comportano diversamente, ma hanno una cosa che li accomuna al di là di ogni differenza:  vivono entrambi sul Pianeta Terra ed è interesse di entrambi preservarne l’equilibrio.
Come? Collaborando! Perché, soprattutto nella società della conoscenza la formula vincente è meno competizione e più collaborazione tra i generi.

Le voci delle donne, però, spesso si confondono nel cinguettìo baritonale maschile e faticano quindi a farsi sentire. Ecco perchè recentemente mi sono soffermata ad ascoltarle con più attenzione.
La prima voce verde che ho incontrato è stata quella di Rachel Carson, biologa e zoologa statunitense scomparsa nel 1962, che ha studiato gli effetti dei pesticidi sulla catena alimentare dando il via al movimento ambientalista che lentamente ha conquistato anche il mercato del lavoro. Continua a leggere

La doggy bag e le microrivoluzioni che cambiano il mondo

In Italia la doggy bag non è in linea con le regole del bon ton.
Chi chiede al ristorante di poter portare a casa gli avanzi della propria cena viene considerato non solo cafone, ma pure morto di fame (e anche se lo fosse tale diritto sarebbe ancor più giustificato!).
Io credo che la doggy bag sia un gesto di civiltà, educazione e amore per la nostra Terra che tutti i giorni oltraggiamo attraverso comportamenti aggressivi e irrispettosi.

Portarsi a casa gli avanzi di una cena al ristorante vuol dire riutilizzare queste risorse per un altro pasto e sbizzarrirsi inventando ricette nuove riciclando pasta, pizza, spezzatini di carne e tutto ciò che non si è riusciti a mangiare la sera prima. Esattamente come avremmo fatto se avessimo cenato a casa.
Senza sperpero di denaro e alla faccia del vero comportamento scandaloso: l’incuranza nei confronti dello spreco alimentare che nel mondo industrializzato raggiunge il 30% del cibo acquistato.

A prescindere dalla crisi economica che ci sta strozzando negli ultimi anni, dedicare un po’ di tempo all’amorevole arte del risparmio significa amare di più non solo la nostra Terra che ci ospita, ma anche noi stessi, le nostre famiglie e le generazioni future.
Chiudere il rubinetto mentre ci si strofina i denti, riutilizzare l’acqua del bucato come sciacquone del water, scrivere su entrambi i lati di un foglio di carta, comprare prodotti alimentari di stagione, convertirsi alla spesa alla spina (sarà il mio prossimo obiettivo)… sono queste le microrivoluzioni che possono realmente cambiare il mondo.

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