#Coversational: Women Invasion

Partire da una provocazione è il modo migliore per esprimere il proprio parere su una questione spinosa come quella delle donne in rete.

Ma partiamo dall’inizio.

Venerdì sono stata ospite di Conversational trasmissione radiofonica  di  Radio Popolare Roma sulla rivoluzione dei Social Media, scritta e condotta da Antonio Pavolini.

Ci si è chiesto quanto la presenza femminile in rete stia effettivamente cambiando la percezione che si ha della donna e di quanto noi donne stiamo sfruttando questa opportunità per promuovere noi stesse e le idee o gli ideali di cui ci facciamo portavoce.

In questa fase di mutazione e assestamento di nuovi modelli professionali e sociali noi donne siamo in grado di piegare la tecnologia alle nostre esigenze e ne facciamo un valido alleato nella frenetica ricerca di un equilibrio qualitativo tra lavoro, famiglia ed esigenze personali.

Se prima non sapevamo neanche appicciare nu computer a causa di una indotta percezione falsata del rapporto tra le donne e la tecnologia, oggi la consapevolezza del potenziale dei new media è uno dei nostri punti di forza per fare rete contro le forme di pregiudizio subdole e sottili.
Ma non solo.
Usiamo la rete anche per il self branding e lo facciamo con tutte le armi a nostra disposizione, dalla seduzione in tutte le sue forme alla promozione di temi e valori universali al di là delle tematiche di genere.
La nostra predisposizione al dialogo, alla condivisione e alla mediazione ci ha reso sempre più influencer nei network di relazioni e ci ha consentito di affinare la nostra capacità di riproporci sotto diverse forme.
Ciascuna l’ha fatto a proprio modo secondo le proprie inclinazioni e motivazioni. Non tutte sono valide, né condivisibili, ma rappresentano né più né meno ciò che si può trovare fuori dalla rete.

In altre parole, possiamo pure essere predisposte al dialogo e alla collaborazione, abbarbicarci sul cuccuzzolo del mutlitasking e urlare milioni di parole senza senso, mentre ci trucchiamo o dispensiamo consigli di bellezza e di gestione delle faccende domestiche. Possiamo anche inventarci guru dell’ultima moda del momento e creare imprese attorno a questa idea. Ma se non ci sono idee concrete di fondo e valori riconoscibili c’è poco da parlare e poco da organizzare!

Insieme alle Girl Geek Dinners Roma, che ho rappresentato in trasmissione, cerco ogni giorno di partecipare attivamente al cambiamento sociale organizzando le nostre cene geek e usando i nostri canali social per la attivare le conversazioni sulle tematiche femminili.
Nel mio microcosmo social che si espande quotidianamente ho trovato ambienti confortevoli in cui fermarmi a riflettere, altri in cui svagarmi e divertirmi, altri meno accoglienti che deviano i miei pensieri verso nuove vie, altri ancora inutilmente attivi e vivaci. E’ parte del mio mondo e lo vivo con coscienza senza prenderlo troppo sul serio.

Io non credo che le donne in assoluto facciano un uso più intelligente del web. Semplicemente vengono ancora percepite come un elemento straordianario in un ambiente fino a poco tempo fa esclusivamente maschile. A tutto ciò che facciamo di creativo, estroso o professionalmente valido, viene attribuito un valore particolarmente prodigioso e stupefacente quando, il più delle volte è semplicemente comune intelligenza e passione.
Per colmare questo scarto è necessario restituire valore alle persone e alle azioni a prescindere dal genere.

Allo stesso modo in cui gli uomini apportano la loro specificità maschile, oggi noi donne proponiamo un apporto attivo e positivo alle conversazioni anche grazie a tutte quelle expertises specifiche femminili, ma anche grazie e soprattutto al nostro contributo di individui pensanti e portatrici di idee.

Se volete sentire la voce di alcune di queste donne, tra cui quelle di Silvia Bindelli (Ubuntu Women Italia), Floriana Coppoletta, Daniela Farnese e la mia, non vi rimane che cliccare qui:

Coversational

 

 


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