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La Casa della Speranza: l’avventura continua

raggi di speranzaLa mattina di tre anni fa accesi il telefonino. Mi avevano cercato. Da Catania. Da Acireale. Sapevo già cosa volevano dirmi. Rimasi ferma per un lunghissimo attimo.
Mi ritorna alla mente l’immagine di me stessa  immobile col cellulare in mano, nella vecchia casa.
Mi voltai e dissi: devo tornare in Sicilia.

C’ero stata qualche settimana prima e lei lo sapeva che quella volta sarebbe stata l’ultima occasione per abbracciarci come non avevamo mai fatto in tanti anni di amicizia. E mi strinse con la sua debole forza.
Io le dissi senza crederci: ci vedremo ancora. E lei si limitò a sorridermi.
Ora, quando penso a Viviana, mi vengono in mente solo i nostri viaggi insieme, l’Erasmus e le lunghe conversazioni telefoniche.
Dei mesi della malattia non ricordo immagini, ma solo parole, sensazioni e il fremito del suo respiro. E poi tante risate. Le risate soffocavano in qualche modo la sofferenza di chi sarebbe rimasto e forse, chissà, attenuava i dolori che ogni giorno puntualmente ricordavano a Viviana che ciò che stava finendo stava in realtà generando altro.
Oggi parte di “quell’altro” è la realtà concreta della Casa della Speranza, un’opera a favore degli ultimi che Viviana ha voluto con tutta se stessa e che i suoi genitori, gli amici e i volontari dell’Associazione Viviana Lisi stanno portando avanti con devozione e grande entusiasmo.

La Casa della Speranza “Viviana Lisi” si trova in Corso Europa Riposto (Ct)

Per informazioni, donazioni o semplicemente per acquistare il libro Raggi di Speranza potete scrivere a:

associazionevivianalisi@yahoo.it

casasperanza.vivianalisi@yahoo.it

info: 339 8424118

La Casa della Speranza Viviana Lisi

casa-della-speranza3Domenica 25 gennaio a Riposto (CT) è stata inaugurata La Casa della Speranza Viviana Lisi in una struttura messa a disposizione dal Comune.

Il sogno di Viviana si sta meravigliosamente realizzando grazie all’impegno concreto della sua famiglia, dell’Associazione Viviana Lisi, di cui fanno parte alcune delle persone che hanno avuto il privilegio di conoscerla e di condividere con lei i momenti della gioia, quelli della carità e quelli della sofferenza profonda che si apre all’amore incondizionato di Dio.

Una vita troppo breve dedicata ai poveri, ai senza fissa dimora che accudiva in mezzo a mille difficoltà, ai malati di aids, agli emarginati e a chi semplicemente  aveva bisogno di ascolto,  agli amici, come me.
E poi i suoi piccoli momenti di intimità, le sue poesie che riecheggiano  nei grandi spazi della Casa.
Una casa famiglia per gli ultimi, un dormitorio e  presto una mensa, e attività ludiche e di sostegno solastico per i bisognosi.
La Speranza prende forme e diventà realtà attraverso l’opera dei volontari e di chi ha qualcosa di sè da donare perchè  nulla di ciò che abbiamo ci è dovuto, quindi tutto può e deve essere donato (Viviana 9 febbario 2006)


Casa della Speranza Viviana Lisi
Corso Europa, Riposto CT
info: 339 8424118
e-mail : casasperanza.vivianalisi@yahoo.it

7 Margherite colorate

margherite.jpg Una settimana fa ho messo 7 margherite vicino alla tua foto.
E’ stato bello rivedere i tuoi genitori e gioire insieme a loro pensando a te.
Ho visto la Casa della Speranza che hai lasciato in eredità agli ultimi. Gli stessi ultimi che cercavi lungo le vie di Catania, per offrire loro conforto e  compassione.
E mi sento una privilegiata per aver condiviso con te le tue umane debolezze, la tua ironia e tutti i tuoi capricci che nascondevano un grande bisogno d’attenzioni e d’amore. E quando hai accettato il tuo destino, hai scoperto quanto amore ci fosse attorno a te. E tu non sai quanto ce ne hai restituito!
E mi piace ricordarti quando ti arrabbiavi e tenevi il muso e poi ci ripensavi, ci ingozzavamo di waffeln alla nutella e ridevamo ballando nella tua piccola stanza di Freiburg sotto al poster di Acireale.

Cara Viviana

Cara Viviana,

quando ti ho conosciuta 11 anni fa in Germania, mi sei stata subito simpatica perchè eri alta quanto me e portavi il 42 di piede, proprio come me. Ma erano le uniche cose che ci accomunavano. Poi, col tempo, la diversità ci ha unite sempre di più e, seppur lontane, abbiamo condiviso gran parte delle nostre vite.
Poco più di anno fa mi hai chiamato nella tua stanza, volevi tranquilliazzarmi e farmi capire che eri serena, che avevi già da tempo accettato il tuo destino e che eri preoccupata per noi, noi che saremmo rimasti. E io continuavo a chiedermi il perchè di tutto questo, perchè proprio a te. E non mi bastavano le tue risposte su un ipotetico disegno divino, che avrebbe lasciato a noi un’eredità spirituale speciale e da privilegiati. Io non lo volevo quel privilegio, io volevo solo vederti in piedi come una volta e magari organizzare un prossimo viaggio insieme. E tu continuavi a sorridere e dicevi, “perchè non doveva succedere a me?” E poi hai aggiunto “ho sempre avuto paura di voltarmi perchè temevo di non trovare nessuno, oggi invece so che non è così e sentire questa gioia è stato il regalo più bello che ha reso la mia vita degna di essere vissuta”.
E’ passato un anno da quando mi hai lasciato quell’eredità e forse solo ora comincio a sentirne quel privilegio, ma questo allevia ben poco la tua mancanza.

Le nostre serate a Kunzenweg