IL NASCONDIGLIO

ilnascondiglio.jpgAttenzione, questo post non è una recensione, ma uno sfogo ricco di SPOILER!!! Così come i primi minuti del film Il Nascondiglio di Pupi Avati!
E’ merito della mia straordinaria intelligenza o vien da sè che l’arma del delitto è il chiavistello del portone, costantemente dettagliato mentre il ridicolo e inutile agente immobiliare narra il tetro racconto delle tre donne massacrate con un oggetto acuminato mai trovato? Lo stesso chiavistello che infilzerà la “labbrosa” e smagrita Yvonne Sciò interprete di un presunto personaggio “di svolta” che, animata da una incomprensibile e irragionevole motivazione, si inoltra nella casa degli orrori con il bamboccioso figliolo per aiutare la protagonista. Laura Morante è un’ottima attrice e una pessima doppiatrice di se stessa, tale da rendere poco credibile il suo intrepido personaggio che tenta di affrontare le proprie paure inconscie ostinandosi a trovare una soluzione a una storia di violenza avvenuta 40 anni prima nei lugubri corridoi di Snakes Hall. E poi, guarda caso, una delle novizie assassine ha lo stesso nome, Egle, con cui la protagonista da bambina, veniva chiamata in collegio…. ecco che il mistero si infittisce e non sarà una inaspettata coincidenza che unisce il passato al presente della protagonista… e invece si! E’ un caso che non dice niente e che non preclude ad alcuna inquietante backstory!
Tra falsi raccordi e scene prive di contenuto narrativo forzatamente appiccicate a una vicenda senza un intreccio plausibile, non si trovano risposte soddisfacenti a una storia dall’idea originaria piena di potenzialità espressive ma incredibilmente abortita.
E poi, caro Pupi Avati, maestro di un cinema italiano dal budget consistente, come hai potuto non accorgerti dell’evento miracoloso che a metà film ha restituito le dita alla menomata testimone del processo? Imperdonabile!

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