Caramel

caramel.jpgZucchero, limone e acqua. Portate il tutto in ebollizione e mescolate finchè il composto non raggiunge la colorazione bruna tipica del caramello. Dolcissimo, ma assaporate con attenzione, brucia!
Così come bruciano le passioni delle donne di Beirut in questo film dalle tinte calde e accoglienti. Nella prima mezz’ora sembra non accada nulla, ma in realtà senza accorgertene ti ritrovi seduta nel salone di bellezza in attesa di una stravagante messa in piega fatta ad arte dalle sapienti mani di Nadine Labaki, che però sul più bello ti abbandonerà davanti allo specchio per inseguire il sogno che si è appena annunciato col clacson di un’auto. Ma ci saranno le sue amiche e colleghe a consolarti e porteranno a termine il lavoro incompiuto. E ti accorgerai che quella sedia è comoda e accogliente e ti lascerai cullare dalle musiche di Mouzanar mentre Nisrine, Rima, Jamale e Rose ti confideranno i loro segreti e i loro tabù. Non importa che siano essi cattolici o musulmani, sono pur sempre le frustrazioni di una sensualità repressa, ma inevitabilmente dirompente. E le femmine danzano con i loro sentimenti forti e appassionanti e lottano con i limiti imposti dalla cultura di un paese affaticato che a stento tenta di raggiungere la modernità. Ma sarà una lotta persa quella con i limiti che alcune impongono a se stesse, come la rinuncia all’amore e il patologico attaccamento alla gioventù che fugge. Tra lacrime e sorrisi, senza mai arrendersi le donne libanesi non urlano i loro diritti, ma difendono coi denti ciò che hanno conquistato e trovano soluzioni ai problemi quotidiani forti di un’arma imbattibile: la complicità delle donne.

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