Archive for luglio 13th, 2010

lug 13

Giallo a Milano: un esperimento innovativo al Roma Fiction Fest

Tra le varie masterclass e i soliti convegni sullo stato della fiction italiana, un incontro interessante è stato probabilmente quello sulla crossmedialità, che però ho potuto seguire solo nella parte finale durante la presentazione del progetto documentaristico Giallo a Milano.

Giallo a Milano nasce come un viaggio nella Chinatown del capoluogo lombardo, attraverso i volti, le vite e le storie raccontate in prima persona da chi, in quella parte di città ha portato i propri sogni, ideali, paure e le innumerevoli difficoltà di integrazione che a volte esplodono in quegli scontri che contribuiscono a colorare l’immagine distorta regalata dalla disinformazione mediatica.
Giallo a Milano è uno sguardo schietto di un regista italiano, Sergio Basso, che parla la lingua dei suoi interlocutori e che è in grado di restituire la complessità di un universo enigmatico e dalle mille sfaccettature non solo attraverso il racconto filmico, ma anche attraverso l’integrazione della drammaturgia innovativa di una piattaforma crossmediale ospitata dal Corriere della Sera.

Una sorta di diario di bordo dalla struttura aperta, costruito in motion graphic, grafica 2D e 3D, integrato al montato originale in cui l’utente può viaggiare liberamente seguendo il proprio percorso lungo approfondimenti su temi, location, materiali d’archivio e personaggi scomodi come il collaboratore di giustizia, tradotto in animazione per esigenze di tutela dell’identità, che racconta dal di dentro la criminalità organizzata.

La piattaforma a mio avviso andrebbe affinata in alcuni aspetti relativi alla navigabilità: alcuni passaggi sono poco intuitivi (come ad esempio il ritorno alla Home) e spesso, cliccando sulle nuovle dei contenuti, si apre una pop up che copre il video. Inoltre (ma mi rendo conto che è la condizione della sua sopravvivenza) la pubblicità all’inizio di ogni videoracconto è fastidiosissima perché rallenta troppo la navigazione da una storia all’altra, spezzando l’enfasi emotiva della narrazione.

Tuttavia Giallo a Milano è un esempio interessante da sponsorizzare perché è la dimostrazione tangibile della possibilità di un’evoluzione sincrona e congiunta tra i vecchi e i nuovi linguaggi della narrazione audiovisiva.

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lug 13

Scoperte al Roma Fiction Fest 2010: La La Land e Spirited

Fastidiosi, imbarazzanti e stupefacenti. Sono i tre personaggi di La La Land, tutti interpretati dal creatore della serie, Marc Wootton, un omone col sorriso stampato su un viso allegro e simpatico che dispensava abbracci a tutti quelli che gli andavano incontro. E io non mi sono certo persa l’occasione di abbracciarlo per il puro piacere di rimbalzare su una star!

Un attore particolarmente egoico con la passione per i racconti noiosi che fanno ridere solo lui, un ciarlatano che vesti i panni firmati di un medium truffatore, e un incapace documentarista, lasciano l’Inghilterra per cercare fortuna a Los Angeles, La La Land.

Ma vivere su La La Land è anche un modo di raccontare le persone che, in un beato stato di inconsapevolezza, vivono un mondo tutto loro che risponde a criteri di assurdità e liceità specifici e, in questo caso, anche molto provocatori.

Un mockumentary (a metà tra la comedy e il documentario) in cui i personaggi interpretati da Wootton sono frutto della sua sconsiderata fantasia, mentre tutti gli altri sono reali e assolutamente inconsapevoli del fatto che stanno interagendo con un attore.

I tre detestabili e spiacevoli wannabe famous riescono a coinvolgere gli altri a partecipare a un circo dell’assurdo ai limiti della pazienza umana.

Oltre Borat, oltre il perbenismo inglese, La La Land ridicolizza il sogno americano mettendo alla prova la gente, tirando la corda fino al limite, all’estremo della sopportazione.
Grottesco, provocatorio e divertente, riesce a strappare più di una risata di fronte alle espressioni incredule degli inconsapevoli malcapitati. Se lo racconti non fa ridere, se lo vedi sì. Ma una volta passato l’effetto sorpresa, il meccanismo rimane sempre lo stesso e la comicità perde la sua carica nella ripetitività dello schema.

L’Australia ha ottenuto il riconoscimento per la migliore sceneggiatura con la bella storia di Spirited.
Suzy Darling è una dentista di successo che decide di punto in bianco di lasciare il marito egoista e insopportabile, portando con sé i due figli. Si trasferisce in un attico che un tempo era stato la suite di un albergo di lusso in cui anni prima…
Si ritroverà così a condividere con Henry, il fantasma di una leggendaria star del punk rock inglese degli anni Settanta, non solo l’appartamento, ma anche un’avventura di vita incontrollabile, che alterna momenti esasperanti e occasioni divertenti.
Spirited è un viaggio bizzarro e soprannaturale, ma strettamente ancorato ai sentimenti, che procede attraverso i grandi temi della vita, dell’amore e della morte.

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