PiùCena, PiùBlog, PiùFeed

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OK, lo ammetto, oggi il mio umore è plumbeo come il cielo di Roma: mi manca il mio lavoro, ma fortunatamente posso appigliarmi ai gioiosi ricordi del mio primo BarCamp!
DANGER: PERICOLO CADUTA NEL MELENSO!!!
Sono stata proprio bene questo weekeend perchè ho piacevomente scoperto una comunione di sensi tra me e la blogosfera. Come ho più volte ripetuto, la mia natura di blogger ha salutato il mondo da pochi mesi e scoprire che mi ci trovo a mio agio nonostante le mie evidente incertezze tecnologiche, è stato davvero appagante. Per non parlare del momento in cui qualcuno mi ha chiesto: Ah, sei tu Wonderpaolastra? E allora il mio ego 2.0 è salito alle stelle!!!
Ma al di là di questi vezzi da signorina, vorrei salutare in particolare quelli con cui ho avuto la fortuna di interagire personalmente: Davide Bocci e il suo allegro disfattismo, Christian Agaponeo e i suoi racconti di terre lontane, Estroversa e la sua simpatia a pelle, Samuele Silva per l’accoglienza, …Lord Zarcon per essere stato il primo (dopo mio padre) a postare un commento sul mio blog, il micetto Claudio Gatto Nero per la nostra comune sensibilità leonina, Gianluca&Kanako, che già conoscevo per la loro collaborazione con Marco, Stefigno per essere riuscito a immortalare degnamente la mia guancia brufolosa e Maxime la cui faccia dice più di mille parole.
Spero di rivedervi tutti e conoscerne altri, come voi e diversi da voi, nei prossimi barCamp.
Chissà che già dal prossimo non debutti con un mio intervento…

Sospensione…

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Questa mattina la mia sveglia avrebbe dovuto suonare alle 4:15, ma così non è stato. Mi sono alzata alle 7:00 con Marco, abbiamo fatto colazione e tra una notizia e l’altra del telegiornale mattutino guardavo l’orologio e pensavo: a quest’ora sarei al lavoro già da due ore. Il set sarebbe stato quasi pronto, forse sarebbero mancate delle luci e Leonardo mi avrebbe chiesto a che punto erano gli attori. E io gli avrei risposto che tra una mezz’ora gli avrei portati sul set. E nel frattempo qualcosa sarebbe andato storto e in qualche modo l’avremmo raddrizzata così come abbiamo fatto in queste tre settimane in cui abbiamo girato delle bellissime scene di SMILE. Ma questa volta qualcosa è andato troppo storto Sealed…. e SMILE chiude i battenti…fino a gennaio, poi si ricomincerà…più forti che mai!

PiùBlog, il mio primo Barcamp

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blogcamp.pngè con orgoglio e timido timore che annuncio il mio debutto ufficiale al primo barcamp: PiùBlog!
In cosa consisterà la mia “attiva” partecipazione? Mumble mumble…

LASCIA PERDERE, JOHNNY

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lascia-perdere-johnny.jpgVittima del fascino di Fabrizio Bentivoglio, attendevo con trepidazione l’uscita di questo film. Lascia perdere Johnny, racconta la storia di un ragazzo casertano (ottimamente interpretato dal giovane Antimo Merorillo) che suona la chitarra nella banda del paese guidata dal maestro/bidello Domenico Falasco, un ineguagliabile Tony Servillo che la sa lunga sulla scelta dei personaggi da interpretare…
Le ispirazioni del giovane vengono supportate dall’impresario truffaldino Raffaele Niro (Ernesto Mahieux) che tenta di fare il salto di qualità con il famoso maestro Augusto Riverberi (Fabrizio Bentivoglio), pianista milanese, ex amante di Ornella Vanoni. Johnny, così soprannominato dal maestro, si lascia coinvolgere in questo esperimento corale dal quale nasce una vicenda ahimè priva di storia, priva di contenuti narrativi, ma che lascia lo spazio alle immagini fotografate da una luce viva e prepotente che rivela più di mille parole. Un cast perfetto, calibrato mai fuori dalle righe, costruito da personaggi necessari e dalla forte personalità che ben si intrecciano l’un l’altro, ciascuno nel proprio ruolo, intrecciando le trame di una storia senza storia strabordante di sensazioni genuine.
In altre parole, il film non è avvincente, ma ci si lascia dolcemente cullare dalle note malinconiche di un’ inarrestabile colonna sonora che vince su tutto evocando i ricordi (della mia infanzia) di un sud pittoresco e non troppo lontano, facendoci dimenticare che la vicenda raccontata ha ormai perso la sua successione armonica mentre si avvia verso un finale ben scritto, ma messo in scena senza troppa cura.